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Orrido di Bellano

Orrido di Bellano
Foto di Bramfab · CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons

· a cura di Franco Milazzo

6
fonti indipendenti consultate
18
affermazioni confermate da più fonti
5
punti su cui le fonti divergono
confermate 18 contestate 5 una sola fonte · non pubblicate 7 Vedi l'analisi ↓

Una gola scavata dall'acqua nel cuore della Lombardia

L'Orrido di Bellano è una gola naturale creata dall'erosione del torrente Pioverna, come riportano concordemente comozero.it, magazine.navigazionelaghi.it, sportoutdoor24.it e travel.thewom.it. Il sito è oggi visitabile grazie a un sistema di passerelle ancorate alle pareti a picco sull'acqua, secondo quanto raccontano le stesse quattro testate. Comozero.it segnala inoltre che le passerelle sarebbero state recentemente allungate fino alla grande cascata posta più a monte, un dettaglio non confermato da altre fonti.

Sull'epoca di formazione della gola le versioni divergono: comozero.it e travel.thewom.it la fanno risalire a circa 15 milioni di anni fa, mentre sportoutdoor24.it contraddice questa datazione. Anche il ruolo dei ghiacciai è oggetto di disaccordo: secondo comozero.it e magazine.navigazionelaghi.it la gola sarebbe stata modellata anche dall'azione del Ghiacciaio dell'Adda, ipotesi però smentita da travel.thewom.it.

I racconti di viaggiatori e letterati

Nel corso dei secoli l'Orrido ha colpito l'immaginario di diversi visitatori illustri. Johann Jakob Wetzel lo descrisse come "un teatro di bellezza e spaventi", secondo quanto riportano comozero.it, magazine.navigazionelaghi.it e travel.thewom.it. Sigismondo Boldoni lo definì invece "Orrore di un'orrenda orrendezza", formula ripresa dalle stesse tre testate. Anche Stendhal, secondo le medesime fonti, citò l'Orrido nel suo "Viaggio in Italia".

Le acque del Pioverna, ricordano ancora comozero.it, magazine.navigazionelaghi.it e travel.thewom.it, sono state sfruttate storicamente da ferriere, filande e cotonificio, e più recentemente da una centrale idroelettrica. Su questo fronte, sportoutdoor24.it aggiunge, senza riscontri da altre fonti, che nel XIX secolo la famiglia Gavazzi avrebbe realizzato gallerie e condotte forzate per sfruttare l'energia idraulica del torrente.

La Cà del Diavol, tra leggenda e museo

All'ingresso del percorso si trova un edificio che ha alimentato per secoli superstizioni popolari. Comozero.it, magazine.navigazionelaghi.it e travel.thewom.it lo descrivono come una torretta a pianta pentagonale nota come Cà del Diavol, mentre sportoutdoor24.it contraddice questa descrizione. Le quattro testate concordano invece sul fatto che l'edificio sia noto per gli affreschi che raffigurano il diavolo e altre figure mitologiche, e tre di esse - comozero.it, sportoutdoor24.it e travel.thewom.it - riportano che, secondo la tradizione popolare, la Cà del Diavol fu sede di riti satanici e festini orgiastici.

Travel.thewom.it riferisce inoltre, senza altre conferme, una leggenda secondo cui la torre sarebbe stata collegata a una rete di gallerie usate dai bellanesi per fuggire durante l'occupazione austriaca.

Su un piano più documentario, ilgiorno.it - unica fonte a riportare la notizia - racconta che durante i lavori di restauro avviati nel giugno 2021 sarebbe stato scoperto un affresco di circa 400 anni all'interno della Cà del Diavol, e che sotto il piano terra della torre sia emerso un locale sotterraneo con soffitto a volta anch'esso affrescato. Sempre secondo ilgiorno.it, il sindaco Antonio Rusconi avrebbe dichiarato che l'affresco rappresenta tre musici con strumenti affacciati a una balaustra.

Il museo multimediale

Comozero.it, magazine.navigazionelaghi.it e travel.thewom.it concordano nel descrivere la Cà del Diavol come recentemente ristrutturata e trasformata in un museo multimediale su tre piani. Il primo livello, secondo le stesse fonti, è dedicato alla storia geologica dell'Orrido; il secondo alla leggenda della Pesa Vegia; il terzo offre un viaggio virtuale in realtà virtuale lungo il corso del Pioverna fino alla vetta della Grigna.

Sportoutdoor24.it segnala inoltre, senza riscontri da altre testate, che sarebbe stata installata di recente un'illuminazione artificiale capace di valorizzare i profili delle rocce anche in orario serale.

Informazioni pratiche e accessibilità

Sull'ingresso gratuito le fonti sono concordi: orridobellano.eu, comozero.it, sportoutdoor24.it e travel.thewom.it confermano che l'accesso è libero per i residenti nel Comune di Bellano, per i titolari di Disability Card e per un accompagnatore.

Sui prezzi dei biglietti restano invece discordanze. Orridobellano.eu e travel.thewom.it riportano che il biglietto combinato Orrido + Cà del Diavol costa 10,00 euro nei giorni feriali e 15,00 euro nei giorni festivi e ad agosto. Sul biglietto per il solo Orrido, comozero.it indica un intero a 6,00 euro, cifra però contraddetta da sportoutdoor24.it e travel.thewom.it; quanto al ridotto per bambini di circa 6-14 anni, sportoutdoor24.it e travel.thewom.it lo fissano a 5,00 euro, dato che comozero.it contraddice.

Comozero.it e travel.thewom.it precisano che l'ultimo ingresso è consentito 20 minuti prima della chiusura. Sull'accessibilità, sportoutdoor24.it e travel.thewom.it segnalano che il percorso presenta scale e passaggi stretti che non consentono l'uso di passeggini o carrozzine, e che gli animali domestici sono ammessi lungo le passerelle dell'Orrido ma non possono entrare nella Cà del Diavol.

Sintesi da 6 articoli, 6 fonti indipendenti.

Su cosa concordano le fonti

Punti su cui le fonti divergono

La formazione della gola risale a circa 15 milioni di anni fa
Contraddetto da: sportoutdoor24.it
La gola è stata modellata anche dall'azione del Ghiacciaio dell'Adda
Contraddetto da: travel.thewom.it
All'ingresso dell'Orrido si trova una torretta a pianta pentagonale nota come Cà del Diavol
Contraddetto da: sportoutdoor24.it
Il biglietto intero per il solo Orrido costa €6,00
Affermato da: comozero.it
Il biglietto ridotto per bambini (circa 6-14 anni) costa €5,00
Contraddetto da: comozero.it

Fonti

Questo contenuto è stato prodotto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato da un redattore prima della pubblicazione.