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Castello di Vezio

Vezio castle, Varenna, Italy
Foto di Diego Delso · CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons

· a cura di Franco Milazzo

7
fonti indipendenti consultate
24
affermazioni confermate da più fonti
3
punti su cui le fonti divergono
confermate 24 contestate 3 una sola fonte · non pubblicate 58 Vedi l'analisi ↓

Il Castello di Vezio, tra storia millenaria e un raid che ha scosso la comunità

Il Castello di Vezio, che secondo più fonti veglia su Varenna da oltre mille anni e risalirebbe almeno al 1100 dopo Cristo, è oggi al centro dell'attenzione per due ragioni ben distinte: da un lato il suo valore storico e turistico, dall'altro un episodio di violenza contro gli animali che ha coinvolto le sue attività di falconeria.

Un maniero di origine medievale, tra leggenda e storia

Come riportano leccotourism.it e varennaturismo.com, il castello nasce come antico avamposto militare di origine basso medievale, costruito per difendere e controllare il lago e i borghi circostanti grazie alla sua posizione strategica. La tradizione popolare attribuisce la sua costruzione alla regina longobarda Teodolinda, che secondo la leggenda si sarebbe poi trasferita a Perledo per trascorrervi gli ultimi anni di vita. Su questo filone leggendario le fonti divergono su un dettaglio: leccotourism.it sostiene che Teodolinda avrebbe fatto costruire, insieme al castello, anche l'oratorio di Sant'Anna, mentre varennaturismo.com non riporta questo elemento, attribuendo alla regina - secondo una fonte singola - anche la chiesa di San Martino con il suo campanile a torre.

Sulla localizzazione del castello si registra un'ulteriore divergenza tra le fonti: lecconotizie.com e ilgiorno.it lo collocano nel comune di Perledo, sul lago di Como, mentre varennaturismo.com non conferma questa attribuzione geografica.

Proprietà privata aperta al pubblico

Secondo varennaturismo.com e ilgiorno.it, il Castello di Vezio è di proprietà privata ma resta visitabile e aperto al pubblico, con la gestione affidata all'Associazione Turistica Castello di Vezio, che ne cura la manutenzione e promuove esposizioni artistiche e manifestazioni. Le stesse fonti segnalano che è in corso un progetto di restauro complessivo della struttura, in parte già realizzato e in parte da completare nei prossimi anni. Sugli orari di apertura, tuttavia, le fonti non sono concordi: varennaturismo.com indica un'apertura per gran parte dell'anno, di norma da marzo a inizio novembre, mentre castellodivezio.it fornisce una scansione più articolata, con orari differenziati a seconda dei mesi e aperture anche invernali nei weekend di bel tempo, informazione che rimane comunque circoscritta a questa singola fonte.

La notte del raid e la liberazione dei rapaci

Il fatto più rilevante degli ultimi tempi riguarda però un episodio avvenuto, secondo ilgiorno.it e leccotoday.it, nella notte tra il 7 e l'8 ottobre 2022 (lecconotizie.com parla invece più genericamente di notte tra venerdì e sabato). Persone ignote si sono introdotte nel castello scavalcando le mura di cinta e hanno aperto le voliere, liberando i rapaci: un dato confermato da tre fonti indipendenti, che concordano anche sul numero di voliere forzate e di animali liberati, cinque in entrambi i casi.

Le attività di falconeria del castello sono gestite dal falconiere Nicola Castellano, che vi abita insieme ai suoi rapaci, come riportano lecconotizie.com e ilgiorno.it. Sempre secondo queste due fonti, corroborate anche da leccotoday.it per quanto riguarda l'esito immediato del raid, uno dei rapaci liberati è stato trovato morto, ucciso e mangiato da un altro rapace; leccotoday.it precisa, in una informazione non ripresa altrove, che si tratterebbe del falco planario Tristan, recuperato poche ore dopo i fatti. Gli altri quattro animali risultavano invece dispersi, e le tre fonti concordano sul fatto che i due esemplari più piccoli, il barbagianni Semola e il gheppio Merlino, si ritenevano ormai morti, mentre per i due rapaci di dimensioni maggiori restavano flebili speranze di recupero.

Un aggiornamento fornito unicamente da leccotoday.it racconta che la poiana di Harris Linda sarebbe tornata al castello un sabato, a quasi un mese dalla liberazione, in condizioni descritte dallo staff della struttura come debole e affamata ma sostanzialmente in salute; le segnalazioni di avvistamento giunte dal territorio sarebbero state decisive per il ritrovamento. Sempre secondo questa fonte, dei cinque rapaci liberati due sarebbero stati infine ritrovati vivi - entrambe poiane di Harris, Parsifal e Linda - mentre il gesto degli ignoti avrebbe causato la morte di tre animali.

Lo sfogo del falconiere

Lecconotizie.com e ilgiorno.it riportano ampiamente le dichiarazioni di Nicola Castellano, che si occupa dei rapaci del castello da 16 anni e ha affidato il proprio sfogo, secondo lecconotizie.com, a un post pubblicato sulla pagina Facebook della struttura. Il falconiere ha sottolineato come gli animali, nati e cresciuti in cattività, non fossero in grado di sopravvivere allo stato brado: "Spero che chiunque sia stato possa leggere questo messaggio, che sappia che col suo gesto non ha liberato in natura degli animali in grado di sopravvivercí ma li ha destinati a morire in maniera orribile, di fame e di stenti nei migliore dei casi, o sbranati fra di loro o da qualche selvatico più probabilmente". Castellano ha inoltre ricordato il legame con i suoi animali, spiegando che se avessero voluto fuggire avrebbero potuto farlo in qualsiasi momento durante le esibizioni, invece di tornare sempre da lui, e ha rivendicato sedici anni di dedizione quotidiana, "d'estate e d'inverno, con 40 gradi e con la neve, a Natale come a ferragosto, con la febbre come durante i lockdown".

Le due fonti concordano anche sul fatto che le esibizioni di falconeria attiravano scolaresche e numerosi visitatori, e che per il falconiere il danno affettivo sia più grave di quello economico. È stata sporta denuncia e sono state consegnate alle autorità le riprese delle telecamere del castello, mentre le dimostrazioni di falconeria sono state sospese fino a data da destinarsi.

Un patrimonio storico più ampio

Al di là della cronaca recente, diverse informazioni di fonte singola - tutte riconducibili a varennaturismo.com - ricostruiscono una storia del sito che affonderebbe le radici in epoche remote, con un insediamento originario forse ligure-celtico o etrusco, l'assoggettamento dei popoli alpini da parte di Ottaviano nel 27 a.C. e una serie di vicende belligeranti che avrebbero portato più volte alla distruzione e alla ricostruzione della fortificazione, compreso l'episodio del 1244 quando la popolazione di Varenna, distrutta dai comaschi, avrebbe trovato rifugio nel castello ritenuto inespugnabile. Trattandosi di informazioni riportate da una sola fonte, tali dettagli storici restano da considerare con la cautela che merita ogni ricostruzione non ulteriormente verificata.

Sintesi da 7 articoli, 7 fonti indipendenti.

Su cosa concordano le fonti

  • Il Castello di Vezio è di proprietà privata ma è visitabile e aperto al pubblico.
    Corroborato da 2 fonti indipendenti: varennaturismo.com, ilgiorno.it.
  • La gestione del Castello di Vezio è affidata all'Associazione Turistica Castello di Vezio, che si occupa della manutenzione e della promozione di esposizioni artistiche e manifestazioni.
    Corroborato da 2 fonti indipendenti: varennaturismo.com, ilgiorno.it.
  • È in corso un progetto di restauro complessivo del Castello di Vezio, in parte già eseguito e in parte da realizzare nei prossimi anni.
    Corroborato da 2 fonti indipendenti: varennaturismo.com, ilgiorno.it.
  • Il Castello di Vezio è un antico avamposto militare di origine basso medievale, costruito per difendere e controllare il lago e i borghi circostanti grazie alla sua posizione strategica.
    Corroborato da 2 fonti indipendenti: leccotourism.it, varennaturismo.com.
  • Il Castello di Vezio veglia su Varenna da più di mille anni e risale almeno al 1100 dopo Cristo.
    Corroborato da 2 fonti indipendenti: leccotourism.it, ilgiorno.it.
  • Secondo la leggenda la regina longobarda Teodolinda fece costruire il Castello di Vezio.
    Corroborato da 2 fonti indipendenti: leccotourism.it, varennaturismo.com.
  • La leggenda vuole che Teodolinda si sia trasferita e abbia trascorso i suoi ultimi anni a Perledo.
    Corroborato da 2 fonti indipendenti: leccotourism.it, varennaturismo.com.
  • Le attività di falconeria al Castello di Vezio sono gestite dal falconiere Nicola Castellano, che abita nel castello con i suoi rapaci.
    Corroborato da 2 fonti indipendenti: lecconotizie.com, ilgiorno.it.
  • Persone ignote si sono introdotte nel Castello di Vezio scavalcando le mura di cinta e hanno aperto le voliere liberando i rapaci.
    Corroborato da 3 fonti indipendenti: lecconotizie.com, ilgiorno.it, leccotoday.it.
  • Il raid al Castello di Vezio è avvenuto nella notte tra il 7 e l'8 ottobre 2022.
    Corroborato da 2 fonti indipendenti: ilgiorno.it, leccotoday.it.
  • Le voliere aperte dagli ignoti erano cinque e cinque erano i rapaci liberati.
    Corroborato da 3 fonti indipendenti: lecconotizie.com, ilgiorno.it, leccotoday.it.
  • Uno dei rapaci liberati è stato trovato morto, ucciso e mangiato da un altro rapace.
    Corroborato da 3 fonti indipendenti: lecconotizie.com, ilgiorno.it, leccotoday.it.
  • Subito dopo il raid gli altri quattro rapaci liberati risultavano dispersi.
    Corroborato da 2 fonti indipendenti: lecconotizie.com, ilgiorno.it.
  • Si ritiene che i due rapaci più piccoli liberati, il barbagianni Semola e il gheppio Merlino, siano morti.
    Corroborato da 3 fonti indipendenti: lecconotizie.com, ilgiorno.it, leccotoday.it.
  • Restano flebili speranze di recuperare vivi i due rapaci di dimensioni maggiori.
    Corroborato da 2 fonti indipendenti: lecconotizie.com, ilgiorno.it.
  • I rapaci liberati erano nati e cresciuti in cattività e non sono in grado di sopravvivere allo stato brado.
    Corroborato da 2 fonti indipendenti: lecconotizie.com, ilgiorno.it.
  • Il falconiere Nicola Castellano si occupa dei rapaci del Castello di Vezio da 16 anni.
    Corroborato da 2 fonti indipendenti: lecconotizie.com, ilgiorno.it.
  • Il falconiere ha dichiarato: 'Spero che chiunque sia stato possa leggere questo messaggio, che sappia che col suo gesto non ha liberato in natura degli animali in grado di sopravvivercí ma li ha destinati a morire in maniera orribile, di fame e di stenti nei migliore dei casi, o sbranati fra di loro o da qualche selvatico più probabilmente'.
    Corroborato da 2 fonti indipendenti: lecconotizie.com, ilgiorno.it.
  • Il falconiere ha dichiarato: 'Se fosse stata loro intenzione scappare, se fossero stati stressati o gestiti male, avrebbero potuto fuggire un giorno qualsiasi semplicemente sbattendo due volte le ali invece di scegliere ogni volta di tornare da me'.
    Corroborato da 2 fonti indipendenti: lecconotizie.com, ilgiorno.it.
  • Il falconiere ha dichiarato: 'Sono 16 anni che mi occupo di loro, 16 anni, d'estate e d'inverno, con 40 gradi e con la neve, a Natale come a ferragosto, con la febbre come durante i lockdown'.
    Corroborato da 2 fonti indipendenti: lecconotizie.com, ilgiorno.it.
  • Le esibizioni di falconeria al Castello di Vezio attiravano scolaresche e numerosi visitatori che salivano appositamente per assistervi.
    Corroborato da 2 fonti indipendenti: lecconotizie.com, ilgiorno.it.
  • Il falconiere considera il danno affettivo più grave di quello economico.
    Corroborato da 2 fonti indipendenti: lecconotizie.com, ilgiorno.it.
  • È stata sporta denuncia e sono state consegnate alle autorità le riprese di tutte le telecamere presenti nel castello.
    Corroborato da 2 fonti indipendenti: lecconotizie.com, ilgiorno.it.
  • Le dimostrazioni di falconeria al Castello di Vezio sono state sospese fino a data da destinarsi.
    Corroborato da 2 fonti indipendenti: lecconotizie.com, ilgiorno.it.

Punti su cui le fonti divergono

Il Castello di Vezio è visitabile e aperto al pubblico per gran parte dell'anno, di norma da marzo a inizio novembre.
Affermato da: varennaturismo.com
Contraddetto da: castellodivezio.it
Secondo la leggenda Teodolinda fece costruire, insieme al castello, l'oratorio di Sant'Anna.
Affermato da: leccotourism.it
Contraddetto da: varennaturismo.com
Il Castello di Vezio si trova nel comune di Perledo, sul lago di Como.
Contraddetto da: varennaturismo.com

Fonti

Questo contenuto è stato prodotto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato da un redattore prima della pubblicazione.